PEDAGOGIA CURATIVA
L’educazione, la cura ed il sostegno di bambini con disturbi di sviluppo dell’apprendimento e del comportamento definita ” Pedagogia curativa “, prende le mosse dalle conoscenze innovative introdotte da Rudolf Steiner, filosofo e scienziato austriaco vissuto fra la metà del XIX secolo e il primo quarto del secolo scorso. Chiunque voglia avvicinarsi alla conoscenza con il più corretto rigore, ma anche con la dovuta spregiudicatezza, trova negli spunti alla ricerca dati da Rudolf Steiner i passi per giungere autonomamente ad un’articolata e fruttuosa concezione dell’uomo e della natura dedotta attraverso un preciso percorso conoscitivo. Egli stesso definisce tale metodo “SCIENTIFICO-SPIRITUALE” poiché del metodo scientifico fa propria l’applicazione di un pensiero rigorosamente logico mentre dello Spirito ne fa il proprio campo d’indagine.
La Medicina antroposofica costituisce un ampliamento della medicina accademica. Sviluppata a partire dal 1920 si avvale della concezione unitaria e razionale di fisiologia, patologia e terapia sviluppate alla luce delle conoscenze derivate dalla ricerca antroposofica. Il significato della malattia nell’uomo viene colto riguardo alla sua evoluzione corporea, psichica e spirituale, sullo sfondo delle leggi intrinseche alla storia personale. In medicina antroposofica l’approccio terapeutico si avvale da un lato di una farmacopea specifica sviluppata sulle correlazioni evolutive tra uomo e regni della natura, dall’altro su una serie di possibilità curative quali l’euritmia (o arte curativa del movimento), l’arte terapia, l’arte della parola, la pittura, il modellaggio, le tecniche di massaggio, le fasciature e i bagni medicati, eseguiti da professionisti specializzati.
Pedagogia Waldorf e Medicina Antroposofica incontrano motivi e interessi comuni nella Pedagogia Curativa quale risposta al disagio e all’handicap. La comprensione e la ricerca di strategie applicative utili nell’affrontare specifici disturbi dell’apprendimento e del comportamento trovano massimo giovamento da un lavoro comune fra pedagoghi e medici.
Attualmente la Pedagogia Curativa porta il suo contributo principalmente in due direzioni: una rivolta al supporto e all’integrazione del bambino o ragazzo con “disagio” nella normale attività scolastica, l’altra nella creazione di realtà autonome in cui bambini con particolari necessità, vengono coinvolti in offerte didattiche e terapeutiche a sostegno del loro singolare processo di crescita. Per ogni fascia di età l’intento è quello di portare a massima dignità il singolo, riconoscendo e sostenendo ogni sua più piccola potenzialità.
La formazione dell’educatore tende a sviluppare nel suo animo quel sentimento di amorevole comprensione necessario affinché l’individualità spirituale del bambino handicappato possa venir accompagnata nel suo cammino terreno, teso a configurare un destino corrispondente alla dignità dell’essere umano. Punto di partenza per ogni iniziativa in tal senso, al di là di ogni impedimento, è l’incontro “comprensivo” con l’individualità del bambino in questione, che nel suo nucleo spirituale è comunque sempre sana. L’educatore diventa compartecipe attivo di tale processo nella misura in cui tiene conto degli individuali impulsi di vita e ne favorisce la più piena esplicazione.
Le misure terapeutiche che vengono applicate corrispondono ai principi della pedagogia steineriana e vengono adattate all’individualità del bambino “bisognoso di cura dell’anima”, come viene anche chiamato il bambino handicappato. Lo scopo di tali misure medico-pedagogiche è quello di favorire nel loro sviluppo le forze animico-spirituali impedite nella loro esplicazione da deformità varie, da disturbi o ritardi dovuti a malattie o all’ambiente sociale. La sicurezza che ogni sforzo in tal senso porterà i suoi frutti anche in situazioni apparentemente incurabili, sia pure in una futura vita terrena, dà all’educatore la forza interiore necessaria per lavorare ogni giorno con entusiasmo con i bambini affidati alle sue cure.
I giovani vengono poi accostati, in laboratori appositamente attrezzati, al mondo del lavoro secondo le loro possibilità.
Nel caso in cui il completo inserimento degli individui adulti nell’ordinaria struttura sociale risulti impossibile, vengono spesso creati dei villaggi-comunità in cui essi possano, col tempo, diventare dei validi e responsabili collaboratori.
La scuola Waldorf di Verona collabora da tempo con il Gruppo di Studio e Ricerca Medico Pedagogica www.pedagogiaemedicina.com dedicando spazi e insegnanti specializzati a quei ragazzi che necessitano di una particolare attenzione per rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena manifestazione dei loro talenti.

