SCUOLA PRIMARIA
“Il bambino deve avere dei concetti plastici che cambiano di continuo la loro forma a mano a mano che diventa più maturo”
Rudolf Steiner
Una tensione piena di aspettativa traspare dal viso dei bimbi della nuova prima classe che vengono accolti dalla comunità scolastica festosamente raccolta attorno a loro e che, dopo essere stati chiamati a uno a uno dal loro maestro e salutati, vengono accompagnati alla prima ora di lezione.
Inizia un nuovo tratto di vita e con esso anche un nuovo principio di apprendimento. Con gioia i bambini odono in questo istante indimenticabile che ora possono imparare ciò che gli adulti già conoscono, ciò che essi faranno con le loro mani, per poter più tardi creare con lo stesso vigore con cui creano i grandi.
L’autorità del maestro – intesa nel giusto senso – è ora la chiave verso il mondo e inoltre ottiene – in un primo momento – l’illimitato consenso dei bambini. Ciò che nei primi tre anni di scuola egli illustra attraverso fiabe, leggende e miti e viene dai bambini accolto per immagini pone il fondamento per una configurazione artistica.
Poiché la forza di imitazione riecheggia ancora fin nel terzo anno di scuola e soltanto dopo si trasforma del tutto, nelle primissime classi essa può rivelarsi feconda per l’introduzione delle lingue straniere. Ripetendo in tutta naturalità ciò che si è udito e cantando insieme, si viene a creare un sentimento della lingua – come nell’apprendimento della lingua madre – che forma una base importante per i passi che verranno affrontati più tardi nello studio.
L’espressione musicale mediante uno strumento inizia per tutti con il flauto o con semplici strumenti a pizzico: negli anni seguenti si aggiungono altri strumenti, sicché si forma un’orchestra di classe e più tardi un’intera orchestra delle classi superiori.
Il lavoro manuale, che inizia con il lavoro ai ferri e all’uncinetto per ragazzi e ragazze, è campo di esercitazione permanente fino alle classi superiori.
Dopo il nono anno di età – nel corso del terzo anno di scuola – il rapporto con l’ambiente e l’autorità cambia. L’interesse si estende oltre l’ambito del quotidiano, il bambino entra nel mondo con maggior coscienza, il rapporto di autorità nei confronti dell’educatore viene messo alla prova.
La scuola va incontro a questa pressione e risponde con contenuti nuovi, ad esempio con arti e mestieri nella terza classe, laddove si studiano i fondamenti delle moderne tecniche di coltura, che si possono poi seguire in luogo.
Si ara, si semina, si miete, si trebbia, si macina e si cuoce nel forno. In tale attività si destano la comprensione e la gratitudine per il nostro pane quotidiano.
La storia del proprio paese, che segue in quarta classe, i primi elementi di geografia e di storia in quinta, aprono la visuale sull’ambiente circostante ancora più vasto. Il fanciullo accompagna tali materie di studio con vivi sentimenti.
Nella descrizione per immagini della storia universale egli sente quali apici i diversi popoli abbiano raggiunto e prova ammirazione per le loro imprese e per i loro eroi.
In questa età si sviluppano simpatia e antipatia: simpatia verso gli eroi nobili e liberatori – antipatia verso le figure negative o malvage.
Gli orari scolastici sono:
Classi Ia – IIa – IIIa:
ENTRATA dal Lun al Ven: 8.10 USCITA dal Lun al Ven: 13.10
Classe IVa:
ENTRATA dal Lun al Ven: 8.10 USCITA Lun – Mer – Gio – Ven: 13.10 USCITA Mar: 15.50

